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Commercio africano

CTN vs ECTN vs BSC vs BESC: qual è la differenza?

Di CTN Certificate9 min di lettura

Ultimo aggiornamento: marzo 2026

Un Cargo Tracking Note (CTN) è un documento elettronico richiesto da molti Paesi africani per l’importazione di merci. Lo stesso certificato prende nomi diversi a seconda del Paese: CTN, ECTN, BSC, BESC, CNCA, FERI, ENS e ACD. Nonostante i nomi diversi, hanno tutti lo stesso scopo: tracciare e convalidare le spedizioni di merci.

Se ti sei informato sulla documentazione di carico per il commercio con l’Africa, probabilmente ti sei imbattuto in un confuso minestrone di sigle. CTN, ECTN, BSC, BESC, FERI, CNCA: cosa significano e si tratta davvero di documenti diversi? In questa guida analizziamo ogni sigla, spieghiamo quale nome usa ciascun Paese e chiariamo se servono certificati separati per ogni destinazione.

Cosa significa ogni sigla

Prima di entrare nelle differenze (o nella loro assenza), definiamo ogni sigla che probabilmente incontrerai:

CTN — Cargo Tracking Note

CTN sta per Cargo Tracking Note. È il termine in lingua inglese più diffuso per indicare il certificato. Si riferisce al documento elettronico che deve accompagnare le spedizioni verso alcuni Paesi africani e che consente alle autorità di tracciare e convalidare le merci in arrivo. Paesi come Somalia, Togo e Liberia usano questo termine.

ECTN — Electronic Cargo Tracking Note

ECTN sta per Electronic Cargo Tracking Note. Dal punto di vista funzionale è identico a un CTN: la parola “Electronic” sottolinea semplicemente che il documento viene emesso ed elaborato in formato digitale. Paesi come Gibuti, Benin, Gambia e Guinea-Conakry usano la denominazione ECTN. Puoi saperne di più su come funziona la procedura nella nostra guida su cos’è un numero ECTN e come ottenerlo.

BSC — Bordereau de Suivi de Cargaison

BSC sta per Bordereau de Suivi de Cargaison, che dal francese si traduce come “bolletta di tracciamento del carico”. È l’equivalente in lingua francese di un CTN. Paesi francofoni come Camerun, Costa d’Avorio, Senegal, Ciad e Repubblica del Congo usano comunemente questo termine.

BESC — Bordereau Electronique de Suivi de Cargaison

BESC sta per Bordereau Electronique de Suivi de Cargaison, che in francese significa “bolletta elettronica di tracciamento del carico”. Così come ECTN aggiunge “Electronic” a CTN, BESC aggiunge “Electronique” a BSC. Burkina Faso e Repubblica Centrafricana usano questo termine.

CNCA — Conselho Nacional de Carregadores de Angola

CNCA sta per Conselho Nacional de Carregadores de Angola (Consiglio nazionale degli spedizionieri dell’Angola). In Angola il certificato di tracciamento del carico prende il nome dall’ente regolatore che lo gestisce. Il documento in sé ha lo stesso scopo di un CTN.

FERI — Fiche Electronique de Renseignements à l’Importation

FERI sta per Fiche Electronique de Renseignements à l’Importation, che significa “scheda elettronica di informazioni all’importazione”. È il termine usato esclusivamente dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC). Nonostante il nome particolare, funziona in modo identico a un CTN.

ENS — Entry Summary Declaration

ENS sta per Entry Summary Declaration. La Sierra Leone usa questo termine per il proprio obbligo di tracciamento del carico. L’ENS deve essere ottenuta prima che la merce arrivi in porto, esattamente come un CTN negli altri Paesi.

ACD — Advance Cargo Declaration

ACD sta per Advance Cargo Declaration. Questo termine è usato da Sudan e Yemen. L’ACD impone agli spedizionieri di dichiarare le informazioni sul carico prima dell’arrivo, svolgendo la stessa funzione di tracciamento e convalida di un CTN.

BIETC — Bordereau d’Identification Electronique de Traçabilité des Cargaisons

BIETC sta per Bordereau d’Identification Electronique de Traçabilité des Cargaisons, che significa “bolletta elettronica di identificazione per la tracciabilità dei carichi”. Il Gabon usa questo termine specifico per il proprio certificato di tracciamento del carico.

CEE — Certificado Electronico de Embarque

CEE sta per Certificado Electronico de Embarque, che dal portoghese si traduce come “certificato elettronico di imbarco”. La Guinea-Bissau, Paese di lingua portoghese, usa questa denominazione per il proprio obbligo di tracciamento del carico.

ICTN — Import Cargo Tracking Note

ICTN sta per Import Cargo Tracking Note. La Nigeria usa questo termine, aggiungendo “Import” per specificare la direzione del commercio. L’ICTN è obbligatorio per tutte le merci importate in Nigeria.

Tabella comparativa Paese per Paese

La tabella seguente elenca ogni Paese che richiede un certificato di tracciamento del carico, il nome locale del documento, la sigla utilizzata e la lingua di origine del termine.

PaeseNome del certificatoSiglaLingua di origine
AngolaConselho Nacional de Carregadores de AngolaCNCAPortoghese
BeninElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese
Burkina FasoBordereau Electronique de Suivi de CargaisonBESCFrancese
BurundiElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese
CamerunBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
Repubblica CentrafricanaBordereau Electronique de Suivi de CargaisonBESCFrancese
CiadBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
Costa d’AvorioBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
Repubblica Democratica del CongoFiche Electronique de Renseignements à l’ImportationFERIFrancese
GibutiElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese
Guinea EquatorialeCargo Tracking NoteCTNInglese
GabonBordereau d’Identification Electronique de Traçabilité des CargaisonsBIETCFrancese
GambiaElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese
GhanaAdvance Cargo DeclarationACDInglese
Guinea-BissauCertificado Electronico de EmbarqueCEEPortoghese
Guinea-ConakryElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese/Francese
LiberiaCargo Tracking NoteCTNInglese
MadagascarBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
MaliBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
NigerBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
NigeriaImport Cargo Tracking NoteICTNInglese
Repubblica del CongoBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
SenegalBordereau de Suivi de CargaisonBSCFrancese
Sierra LeoneEntry Summary DeclarationENSInglese
SomaliaCargo Tracking NoteCTNInglese
SudanAdvance Cargo DeclarationACDInglese
TogoElectronic Cargo Tracking NoteECTNInglese
YemenAdvance Cargo DeclarationACDInglese

Sono tutti uguali?

Sì: dal punto di vista funzionale, tutti questi certificati sono identici. Che si chiami CTN, ECTN, BSC, BESC, FERI, CNCA, ENS o ACD, il documento ha lo stesso scopo fondamentale: traccia la merce spedita verso un Paese di destinazione e ne convalida i dati prima che arrivi in porto.

La varietà dei nomi è puramente una questione di lingua e di consuetudine locale. I Paesi francofoni (Camerun, Senegal, Costa d’Avorio, Ciad, ecc.) tendono a usare BSC o BESC. I Paesi anglofoni (Nigeria, Sierra Leone, Liberia, Gambia, ecc.) tendono a usare CTN o ECTN. I Paesi lusofoni (Angola, Guinea-Bissau) usano termini propri come CNCA e CEE.

In tutti i casi il certificato contiene le stesse informazioni: dati dello spedizioniere e del destinatario, descrizione della merce, informazioni sulla nave, porto di carico e di scarico e numero della polizza di carico. Anche la procedura di richiesta e di emissione è sostanzialmente la stessa nei vari Paesi.

Perché i nomi sono diversi?

Ci sono tre ragioni principali per cui lo stesso certificato ha così tanti nomi diversi:

1. La lingua

La ragione più evidente è linguistica. L’Africa è un continente multilingue. I Paesi francofoni dell’Africa occidentale e centrale traducono naturalmente il nome del certificato in francese (Bordereau de Suivi de Cargaison), mentre i Paesi anglofoni usano il termine inglese (Cargo Tracking Note). Angola e Guinea-Bissau, di lingua portoghese, usano le proprie traduzioni.

2. Gli enti regolatori

Alcuni Paesi danno al certificato il nome dell’autorità di regolamentazione che lo gestisce. Il CNCA dell’Angola prende il nome dal Conselho Nacional de Carregadores de Angola, il consiglio nazionale degli spedizionieri. È simile a quanto accade in alcuni Paesi che danno ai programmi governativi il nome del ministero che li gestisce anziché quello del programma stesso.

3. L’introduzione storica

Paesi diversi hanno adottato l’obbligo di tracciamento del carico in momenti diversi, talvolta modellando i propri sistemi su schemi differenti. Il FERI della RDC e l’ENS della Sierra Leone sono stati istituiti con denominazioni distinte che riflettevano le priorità normative locali. Alcuni Paesi hanno messo in evidenza la natura “elettronica” del sistema (ECTN, BESC), mentre altri hanno mantenuto un nome più semplice (CTN, BSC).

Servono certificati diversi per Paesi diversi?

Sì. Anche se tutti questi certificati hanno lo stesso scopo, ogni Paese emette il proprio certificato in modo indipendente. Un BSC emesso per il Camerun non può essere usato per una spedizione verso il Senegal. Un CTN per la Somalia non è valido per merci in arrivo in Nigeria.

Se spedisci verso più Paesi africani che richiedono certificati di tracciamento del carico, dovrai richiedere e ottenere un certificato separato per ogni Paese di destinazione. Ogni richiesta passerà attraverso la procedura di convalida specifica di quel Paese e ogni certificato avrà un proprio numero di riferimento univoco.

Ad esempio, se hai un container diretto in Angola e un altro diretto a Gibuti, ti serviranno sia un certificato CNCA sia un certificato ECTN: uno per ciascuna spedizione e destinazione.

Domande frequenti

CTN ed ECTN sono la stessa cosa?

Sì. CTN (Cargo Tracking Note) ed ECTN (Electronic Cargo Tracking Note) indicano lo stesso documento. L’unica differenza è che ECTN include la parola “Electronic” per indicare che il certificato viene elaborato in formato digitale. Entrambi hanno lo stesso scopo e contengono le stesse informazioni. Scopri di più nella nostra guida ai numeri ECTN.

Cosa significa BSC?

BSC sta per Bordereau de Suivi de Cargaison, espressione francese che significa “bolletta di tracciamento del carico”. È l’equivalente in lingua francese di un CTN ed è usato dai Paesi africani francofoni come Camerun, Senegal, Costa d’Avorio, Ciad, Mali, Niger, Madagascar e Repubblica del Congo.

Tutti i Paesi africani richiedono un CTN?

No, non tutti i Paesi africani richiedono un certificato di tracciamento del carico. L’obbligo si applica a Paesi specifici, soprattutto dell’Africa occidentale e centrale. Paesi come Sudafrica, Kenya, Egitto, Marocco ed Etiopia attualmente non richiedono un CTN o un documento equivalente. Verifica sempre i requisiti specifici del Paese di destinazione prima di spedire.

Un solo CTN può essere usato per più Paesi?

No. Ogni Paese emette il proprio certificato di tracciamento del carico e un certificato emesso per un Paese non è valido per un altro. Se spedisci merci verso più Paesi che richiedono un CTN (o il suo equivalente), devi ottenere un certificato separato per ogni Paese di destinazione.

Un BSC è la stessa cosa di un CTN?

Sì. Un BSC (Bordereau de Suivi de Cargaison) è semplicemente il nome in lingua francese di un Cargo Tracking Note (CTN). Si tratta dello stesso tipo di documento: l’unica differenza è la lingua utilizzata. I Paesi francofoni usano BSC, mentre quelli anglofoni usano CTN.

Qual è la differenza tra FERI e CTN?

Non c’è alcuna differenza funzionale. FERI (Fiche Electronique de Renseignements à l’Importation) è il nome specifico usato dalla Repubblica Democratica del Congo per il proprio certificato di tracciamento del carico. Ha lo stesso scopo di un CTN: tracciare e convalidare le merci importate. Il nome è semplicemente specifico del sistema normativo della RDC.

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